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Ugo Foscolo
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mwbqNiccolò Foscolocite-ref-1[1], detto Ugocite-ref-2[2] (Zante, 6 febbraio 1778 – Londra, 10 settembre 1827), è stato un poeta, scrittore, drammaturgo, traduttore, critico letterario e patriota italiano uno dei principali letterati del neoclassicismo e del preromanticismo.
Fu uno dei più notevoli esponenti letterari italiani del periodo a cavallo fra Settecento e Ottocento, nel quale si manifestarono e cominciarono ad apparire in Italia le correnti neoclassiche e mwearomantiche, durante l'mweqetà napoleonica e la prima mwegRestaurazione.
Costretto fin da giovane ad allontanarsi dalla sua mwfapatria (l'isola mwfqgreca di Zacinto/Zákynthos, oggi nota in italiano come mwfgZante), allora territorio della mwfwRepubblica di Venezia, si sentì esule per tutta la vita, strappato da un mondo di mwgaideali classici in cui era nato e cresciuto, tramite la sua formazione letteraria e il legame con la terra dei suoi antenati (nonostante un fortissimo legame con l'Italia, che considerava la propria madrepatria). La sua vita fu caratterizzata da viaggi e fughe, a causa di motivi politici (militò nelle forze armate degli mwgqStati napoleonici, ma in maniera molto critica, e fu un oppositore degli mwggaustriaci, a causa del suo carattere fiero, dei suoi sentimenti italiani e delle sue convinzioni mwgwrepubblicane), ed egli, privo di fede religiosa e incapace di trovare felicità nell'amore di una donna, avvertì sempre dentro di sé un infuriare di passioni.cite-ref-3[3]
Come molti intellettuali della sua epoca, si sentì però attratto dalle splendide immagini dell'mwiqEllade, simbolo di armonia e di virtù, in cui il suo mwigrazionalismo e il suo mwiwtitanismo di stampo mwjaromantico si stemperavano in immagini serene di compostezza mwjqneoclassica, secondo l'insegnamento del mwjgWinckelmann.cite-ref-4[4]
Tornato per breve tempo a vivere stabilmente in Italia e nel mwlaLombardo-Veneto (allora ancora parte del mwlqRegno d'Italia napoleonico) nel 1813, partì presto in un nuovo volontario esilio e morì povero qualche anno dopo a mwlgLondra, nel sobborgo di mwlwTurnham Green. Dopo l'mwmaUnità d'Italia, nel 1871, le sue ceneri furono riportate per decreto del governo italiano in patria e inumate nella mwmqbasilica di Santa Croce a Firenze, il mwmgTempio dell'Itale Glorie da lui cantato nei mwmwmwnaSepolcri (1806).
Contents
• Opere
• Note
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Biografia
Origini familiari
«Salve Zacinto! all'antenoree prode, / de' santi Lari Idei ultimo albergo / e de' miei padri, darò i carmi e l'ossa, / e a te il pensier: ché piamente a queste / Dee non favella chi la patria oblia.»
(Ugo Foscolo, Le Grazie, Inno I, vv. 108-111)
Foscolo nacque a mwqaZante (nota anche come mwqqZacinto, cui dedicherà uno dei suoi più celebri sonetti), isola dell'mwqgarcipelago ionio da diversi secoli mwqwpossedimento della mwraRepubblica di Venezia, il 6 febbraio 1778, figlio di Andrea Foscolo (mwrqCorfù (città) 1754 - mwrgSpalato, 13 ottobre 1788), mwrwmedico di vascello di origini mwsaveneziane, e della mwsqgreca Diamantina Spathis (o Spathys; settembre 1747 - 28 aprile 1817), che si erano sposati a Zante il 5 maggio 1777 secondo il rito mwsgcattolico. Era il primogenito di quattro fratelli; lo seguirono la sorella Rubina (dal nome della nonna materna; 21 dicembre 1779 - 1867) e i due fratelli morti suicidi mwswGian Dionisio (detto Giovanni o Giovanni Dionigi; Zante, 27 febbraio 1781 - Venezia, 8 dicembre 1801) e mwtaCostantino Angelo (detto Giulio; Spalato, 7 dicembre 1787 - mwtqUngheria 1838).cite-ref-treccani-5-0[5]cite-ref-6[6]
Venne chiamato Niccolò come il nonno paterno - anch'egli medico -, ma preferì lui stesso soprannominarsi Ugo sin dalla giovinezza. Pare che questo fosse il nome del leggendario capostipite della sua famiglia, membro della mwvwmwwagens Aurelia, trasferitosi da mwwqRoma nella mwwglaguna Veneta, al tempo delle mwwwinvasioni barbariche, per fondare mwxaRialto;cite-ref-treccani-5-1[5] in realtà non è certo se i Foscolo discendessero, come dichiaravano, da un ramo decaduto dell'mwyqomonima casata di sangue mwygpatrizio.cite-ref-treccani-5-2[5]cite-ref-7[7] Altri affermano che il nome fu un omaggio a mwawUgo di Basseville, diplomatico e mwbarivoluzionario francese assassinato dalla folla a mwbqRoma nel 1793 per il suo ostentato mwbganticlericalismo e ammirato da Foscolo assieme a mwbwNapoleone durante il periodo "mwcagiacobino" italiano (1796-1799).cite-ref-8[8]
Certamente la famiglia era tutt'altro che benestante: il padre era un modesto medico (peraltro portato alla prodigalità), mentre la madre, pur essendo vedova in prime nozze del nobiluomo Giovanni Aquila Serra, era figlia di un sarto zantioto. Trascorse l'infanzia in una casetta che sorgeva di fronte alla chiesa della Beata Vergine Odigitria (dal greco bizantino mwdgΟδηγήτρια, "che conduce mostrando la via")cite-ref-treccani-5-3[5] e che andò distrutta a causa di un terremoto nel 1953.cite-ref-9[9]
«Quantunque italiano d'educazione e d'origine, e deliberato di lasciare in qualunque evento le mie ceneri sotto le rovine d'Italia anziché all'ombra delle palme d'ogni altra terra più gloriosa e più lieta, io, finché sarò memore di me stesso, non oblierò mai che nacqui da madre greca, che fui allattato da greca nutrice e che vidi il primo raggio di sole nella
chiara e selvosa Zacinto
, risuonante ancora de' versi con che
Omero
e
Teocrito
la celebravano.»
(Ugo Foscolo, Epistolario, lettera del 29 settembre 1808)
Anni di formazione a Zante (1778-1792)
Trascorse parte della sua fanciullezza in mwkaDalmazia, essendosi trasferito nel 1785 con la famiglia a mwkqSpalato, dove Andrea si era spostato l'anno precedente per prendere il posto di priore e chirurgo nel locale ospedale militare, in sostituzione del defunto padre Niccolòcite-ref-12[12]; presso il mwlgseminario mwlwarcivescovile di quella città compì come esterno i suoi primi studi, seguito da monsignor Francesco Gianuizzi fino a quando la morte improvvisa del padre, avvenuta il mwma13 ottobre 1788, lo costrinse a ritornare a mwmqZante, dove continuò la scuola e apprese i primi elementi del mwmggreco antico, dimostrandosi però allievo ribelle alla disciplina e non troppo propenso allo studio.cite-ref-13[13] Il carattere passionale e avverso alle ingiustizie di Foscolo si ravvisava già in un episodio degli anni di Zante: la popolazione voleva un giorno dare l'assalto al mwnwghetto mwoaebraico della piccola città, mwoqricercando negli ebrei un mwogcapro espiatorio, come spesso accadeva. Foscolo riuscì però a impedire l'assalto: mentre le porte stavano per cedere, il giovanissimo Ugo balzò sul muro di cinta e gridò alla folla: "Vigliacchi, indietro, vigliacchi!". La folla ne rimase impressionata e si disperse, rinunciando al proposito.cite-ref-14[14]
Il trasferimento a Venezia (1789)
Nei primi mesi del 1789 la madre si trasferì a mwsgVenezia; Ugo e mwswGiovanni rimasero a Zante, Giovanni presso la nonna materna Rubina e Ugo presso una zia materna, mentre Costantino e Rubina soggiornarono assieme ad altre due zie paterne a mwtaCorfù. Nel 1792, accompagnato dal Provveditore dell'isola, Paolo Paruta, poté raggiungere la madre e i fratelli a Venezia e stabilirsi con loro nella piccola casa in mwtqCampo de le gate, nel mwtgsestiere Castello.
I primi versi e il contatto con la società poetica (1792-1795)
Tra il 1793 e il 1797 frequentò la mwuqscuola di San Cipriano a mwugMurano dove mwuwGasparo Gozzi era stato provveditore, ed ebbe modo di seguire le lezioni del latinista Ubaldo Bregolini, del mwvqgrecista mwvgGiambattista Galliccioli e dell'abate mwvwAngelo Dalmistro, che assecondarono le aspirazioni letterarie del giovane.cite-ref-15[15] In seguito proseguì gli studi presso le pubbliche scuole degli ex-mwxaGesuiti.
La linea dei suoi studi fu all'inizio tradizionale, con la lettura dei classici e gli esercizi di traduzione, soprattutto da mwxgSaffo, mwxwAnacreonte, mwyaAlceo e mwyqOrazio; passò poi a più ampie letture, tra le quali quelle degli autori del Settecento e numerose altre, aiutato nella scelta e nella guida dal mwygbibliotecario mwywJacopo Morelli, che lavorava alla mwzaMarciana, frequentata assiduamente dal Foscolo, che pare vi studiasse dieci ore al giorno.cite-ref-16[16]
La passione per la letteratura fu convinta e precoce. Il 29 ottobre del 1794 inviava una lettera all'amico bresciano Gaetano Fornasini, allegandogli «due odi ed un sonettuccio» ora perduti, e ringraziando per le correzioni suggerite in merito ad alcune «canzonette» che Foscolo gli aveva fatto leggere in precedenza. Sollecitava inoltre di non esitare «a criticar le mie cose, mentre io accetto come altrettanti regali le giudiziose correzioni che mi si fanno».cite-ref-17[17]
Nel 1794 trascrisse una quarantina dei suoi componimenti poetici, in parte originali e in parte frutto di traduzioni, che risentivano degli influssi mw1warcadici soprattutto nel mw2ametro e nel linguaggio, e che inviò al cugino Costantino Naranzi.cite-ref-18[18] Nel frattempo venne ospitato, come autore di versi, nell'«Anno poetico» dal mw3qclassicista gozziano, il già ricordato abate Angelo Dalmistro, che era un appassionato della letteratura inglese.cite-ref-19[19]
Introdotto dal bibliotecario Morelli nei salotti delle nobildonne veneziane, quello della dotta mw4wGiustina Renier Michiel e della sua rivale, la bella mw5aIsabella Teotochi Albrizzi (prima grande passione amorosa del poeta, di cui parla nel mw5qmw5gSesto tomo dell'io), conobbe mw5wIppolito Pindemonte e altri poeti di successo come mw6aAurelio de' Giorgi Bertola. Da una descrizione del Foscolo, offerta dalla Albrizzi, emergono diverse caratteristiche del poeta: "Libertà, independenza sono gl'idoli dell'anima sua. Si strapperebbe il cuore dal petto, se liberissimi non gli paressero i moti tutti del suo cuore". Non mancò, però, chi in Foscolo non vedeva niente di speciale; da mw6qPietro Giordani venne definito "pessimo di cuore, mediocre assai d'ingegno" in una lettera del 1831.cite-ref-0-20-0[20]
Così lo ricordava invece il letterato mw7wMario Pieri: "Rossi capelli e ricciuti, ampia fronte, occhi piccoli e affossati ma scintillanti… parlare slinguato ma pieno di fuoco" e ancora: "aggirarsi per le vie e per i caffè, vestito di un logoro soprabito verde, ma pieno di ardire, vantando la sua povertà infino a chi non curavasi di saperla, e pur festeggiato da donne segnalate per nobiltà e avvenenza e dalle maschere più graziose e da tutta la gente".cite-ref-21[21]
Immerso nella temperie culturale veneziana dell'epoca, fervente e cosmopolita, Foscolo ebbe modo di frequentare anche altri salotti e ritrovi letterari della città, dove si dibatteva intorno alla mw9qRivoluzione francese, che oltralpe conosceva proprio allora alcune delle sue fasi culminanti.cite-ref-22[22]
L'esordio teatrale e il Piano di Studj (1795-1797)
Importanti furono anche i contatti con il gruppo degli amici bresciani, aperti alle influenze francesi e rivoluzionarie, e con mwaqiMelchiorre Cesarotti, traduttore dei mwaqmmwaqqCanti di Ossian, per il quale Foscolo cominciò a nutrire una notevole ammirazione, giungendo a intessere rapporti con i letterati che vedevano in lui il loro modello e padre spirituale e contattandolo personalmente con una missiva del 28 settembre 1795.cite-ref-23[23] Il 30 ottobre del 1795 inviò per un parere al Cesarotti, docente presso lo mwaqkStudio padovano, il manoscritto della tragedia mwaqoTieste, di carattere mwaqsalfieriano e viva di fervori mwaqwgiacobini (rappresentata poi con un certo successo al mwaq0Teatro Sant'Angelo di Venezia, il 4 gennaio 1797).cite-ref-24[24]
Foscolo vide subito in mwarmVittorio Alfieri un modello da seguirecite-ref-25[25]; egli trasse il suo stile giovanile proprio da lui, e lo decantò in molte operecite-ref-26[26]cite-ref-27[27]. Foscolo inviò il testo del mwasaTieste, con la dedicacite-ref-28[28], alla residenza fiorentina del poeta astigiano. Foscolo preferì non visitare personalmente l'Alfieri, rispettando la sua estrema riservatezza degli ultimi anni, a quanto afferma nell'epistolario e nellmwasu'mwasyOrtiscite-ref-29[29]; pare però che quest'ultimo, anche se non rispose alla lettera del Foscolo, avesse elogiato con alcuni conoscenti lo stile della tragedia, prevedendo il grande avvenire letterario dell'allora giovane ufficiale napoleonico (nonostante l'iniziale disparità di vedute su Napoleone, anche Foscolo poi converrà con Alfieri in un giudizio negativo del generale francese, chiamandolo "tiranno"cite-ref-30[30]) e futuro primo vero poeta-mwas8vate dell'Italia risorgimentale. In particolare, avrebbe affermato che quel giovane l'avrebbe superato in quanto a gloria letteraria.cite-ref-31[31]
Al medesimo periodo compositivo del mwatoTieste - se non anche a un'epoca precedente - la critica riconduce ormai quasi all'unanimità la stesura di un'altra tragedia, mwatsmwatwEdippo, rimasta sconosciuta per un secolo e mezzo dopo la morte di Foscolo, finché mwat0Mario Scotti ne ritrovò il manoscritto nel 1978, tra le "carte Pellico" presso l'archivio romano della mwat4mwat8Civiltà Cattolica. L'attribuzione al giovane Foscolo, proposta da Scotticite-ref-32[32], è stata avallata da molti dei maggiori esegeti foscoliani; Scotti e gli altri studiosi hanno riconosciuto nella tragedia l'«Edipo, recitabile ma da non istamparsi», del sottocitato mwauqPiano di Studj, escludendo potesse invece trattarsi del completamento dellmwauu'mwauyEdipo abbozzato in prosa molti anni più tardi a mwaucFirenze.cite-ref-33[33]
Il testo ci è giunto completo in cinque atti; sebbene impostato sull'impianto narrativo dellmwau0'mwau4mwau8Edipo a Colono mwavasofocleo, si distanzia significativamente dal modello e presenta numerosi calchi dal mwavemwaviPolinice e dallmwavm'mwavqmwavuAntigone alfieriani, oltre che dalla mwavymwavcTebaide di mwavgStazio tradotta da mwavkCornelio Bentivoglio, ma dimostra al contempo nell'autore - celato dietro l'improbabile pseudonimo di Wigberto Rivalta - una mwavomwavsWeltanschauung e delle modalità espressive del tutto personali.cite-ref-34[34]
Risale al 1796 un documento della prima formazione letteraria di Foscolo, un ambizioso mwawePiano di Studj verosimilmente scritto a mwawiChioggia, quando nel settembre 1796 fu ospite di Tommaso Olivi, fratello dell'amico naturalista e poeta mwawmGiuseppe Olivi ricordato da Foscolo nelle sue opere maggiori (morto l'anno prima, da poco gli era stata eretta in duomo una lapide commemorativa). Il mwawqPiano comprende parti riservate a "Morale, Politica, Metafisica, Teologia, Storia, Poesia, Romanzi, Critica, Arti", dove il giovane registrava le letture, i primi scritti, gli abbozzi delle opere da scrivere.cite-ref-35[35] Gli autori che vi compaiono sono, tra i tanti, mwawkCicerone, mwawoMontesquieu, mwawsRousseau, mwawwLocke, mwaw0Tucidide, mwaw4Senofonte, mwaw8Sallustio e i grandi storici romani. Completa il quadro il riferimento alle mwaxaSacre Scritture. Tra gli epici figura mwaxeOmero, cui tengono dietro mwaxiVirgilio, mwaxmDante, mwaxqTasso e mwaxuMilton. Sono menzionati anche autori contemporanei del Foscolo, tra cui gli inglesi mwaxyGray e mwaxcYoung, espressione di una poesia sepolcrale che influenzò sin dall'inizio il poeta, mwaxgShakespeare, lo svizzero mwaxkGessner e gli italiani Alfieri e mwaxoParini.cite-ref-36[36] Nel mwax8Piano di Studj si trova l'accenno a un romanzo, mwayaLaura, lettere, che la critica ha tradizionalmente riconosciuto come prima idea del romanzo epistolare, concretizzatasi con il tempo nellmwaye'mwayiOrtis.
Il mwayqPiano indica inoltre l'intenzione di raccogliere «in un solo libretto con il motto mwayumwayyVitam impenděre vero [...] dodici Odi del conio dell'autore».cite-ref-37[37] Il motto latino, da tradursi «sacrificare la vita per la verità», era un chiaro omaggio agli ideali rivoluzionari, dato che riprendeva le parole usate in esergo da mwaysMarat nel celebre giornale mwaywmway0L'ami du peuple, nonché uno degli epitaffi sulla tomba originaria di mway4Jean-Jacques Rousseau. L'ammissione del poeta, secondo cui i testi necessitavano ancora di un lungo mway8labor limaecite-ref-38[38], e la severità della censura veneziana ne impedirono la pubblicazione, ma alcune odi ci sono state tramandate, rivelando il carattere di un'opera in cui si attinge largamente alle Sacre Scritture per comporre una denuncia etico-politica condizionata dagli eventi francesi e influenzata dal modello pariniano.cite-ref-39[39]
Il soggiorno a Padova e l'esilio sui colli Euganei (1796-1797)
Intanto, il giovane poeta mostrava segni di insofferenza verso la società veneziana e i suoi salotti, votati all'esteriorità e alle convenzioni, e lontani quindi dal suo spirito libero. Decise pertanto di effettuare un soggiorno a mwaz4Padova, stimolato dai fermenti culturali della città come dal desiderio di conoscere Cesarotti e i suoi seguaci. Nel luglio del 1796 giunse quindi a Padova, dove incontrò il traduttore dellmwaz8'mwaaaOssian.cite-ref-40[40]
Durante l'anno Foscolo scrisse alcuni articoli sul mwaayMercurio d'Italia che destarono i sospetti del governo veneto; ai primi di settembre partì per un soggiorno sui mwaaccolli Euganei. La tradizione critica ha pensato che tale spostamento fosse dovuto a una persecuzione politica nei suoi confronticite-ref-41[41] o ancora a una necessità di riprendersi dopo una delusione amorosacite-ref-42[42]; tuttavia sappiamo anche che in quei giorni Padova era funestata da un'epidemia di mwabavaiolo e che le truppe francesi cominciavano inoltre a entrare in città. In mancanza di documenti storici e epistolari che dimostrino con certezza perché Foscolo scegliesse il trasferimento in campagna, sono due elementi da tenere ugualmente in considerazione.cite-ref-43[43]
I rapporti con il mondo rivoluzionario veneziano (1797)
Dopo il successo del mwabcmwabgTieste, Foscolo fece con ogni probabilità un secondo soggiorno a mwabkPadova in marzo; frequentò verosimilmente le lezioni di Cesarotti all'università, ma il rapporto con il padre spirituale andò progressivamente raffreddandosi, tanto che con il mese di marzo cessarono i contatti epistolari tra i due e l'uno si astenne addirittura dal nominare l'altro nelle proprie lettere per un periodo di quasi sei anni.cite-ref-44[44] Tra le altre cose, Foscolo aderiva con fervore crescente agli entusiasmi repubblicani, mentre Cesarotti assisteva con disillusione agli sconvolgimenti politici e sappiamo che in aprile viveva di fatto confinato in campagna.cite-ref-45[45]
In seguito, Foscolo fu prima a Venezia e poi a mwacmBologna, dove prestò brevemente servizio come volontario tra i mwacqCacciatori a cavallo della mwacuRepubblica Cispadana. Chiese quasi subito con successo di esserne dispensato a causa della salute precaria e di una ferita.cite-ref-46[46] Durante il breve periodo mwacofelsineo diede alle stampe l'ode mwacsmwacwA Bonaparte liberatore, molte copie della quale furono inviate dalla Giunta di Difesa bolognese alla Municipalità di mwac0Reggio Emilia, città cui Foscolo aveva dedicato la poesia, in quanto era stata la prima a innalzare il tricolore.cite-ref-47[47]
Foscolo tornò in laguna quando seppe che il 12 maggio a Venezia l'mwadmoligarchia dogale aveva ceduto alle pretese napoleoniche di costituire un «Provvisorio Rappresentativo Governo».cite-ref-48[48] Fu una lettera del patriota Almorò Fedrigo a informarlo; Foscolo la fece pubblicare il 16 maggio sul mwadkMonitore bolognese e nei medesimi giorni lasciò Bologna.cite-ref-49[49]
Il 16 maggio offriva con una lettera alla Municipalità di mwad8Reggio Emilia l'ode mwaeaA Bonaparte liberatore, dicendo di correre verso Venezia «a spargere le prime lagrime libere». Annunciava inoltre di volere portare a compimento una «tragedia repubblicana», il mwaeeTimocrate, e «una cantica lirica intitolata la mwaeiLibertà italica», di cui l'ode «non mwaemera che un prodromo».cite-ref-50[50] In realtà né della tragedia né della mwaegLibertà italica è rimasta traccia; il mwaekTimocrate viene ancora nominato un'unica volta il 14 agosto 1798, quando Foscolo, rivolgendosi alla Società del Teatro patriottico di Milano, sostiene di lavorarci da mesi e promette, dopo averlo finito, di «assoggettarlo» alla Commissione della Società.cite-ref-51[51] Appena ritornato in laguna, il 23 maggio ricevette da Bologna la nomina a tenente onorario aggregato alla mwae4Legione Cispadana.cite-ref-52[52]
Tra il maggio e la fine dell'estate compose l'ode mwafqAi novelli repubblicani, ricca di fervore libertario, dedicata al fratello «mwafuGioan-Dionigi», che apparve prima in un opuscolo in cui, oltre alla poesia, figuravano «la dedica al fratello Gioan-Dionigi», «la lettera di Bruto a Cicerone tolta da Plutarco» e «i chiarimenti» di alcune strofe e, subito dopo, sullmwafy'mwafcAnno poetico del 1797, dove seguiva il sonetto mwafgA Venezia, scritto probabilmente nel 1796 e, a differenza dell'ode, prima della caduta della Serenissima.cite-ref-53[53]
L'impegno nella Società d'Istruzione Pubblica
A Venezia il poeta entrò nella mwaf8Municipalità provvisoria e ricoprì il ruolo di «segretario verbalizzatore delle sedute della Società d'istruzione pubblica»,cite-ref-54[54] posizione che mantenne dal 22 luglio al 29 novembre.cite-ref-55[55] Nella Società venne però accolto già il 19 giugno, quando vi venne letta una lettera in cui lo stesso Foscolo, quel giorno assente perché ancora alle prese con «una lunga convalescenza», dava sfogo a ferventi accenti patriottici, chiedendo di esservi ammesso. Il verbale della sessione ricorda che il giovane fu fatto socio «per acclamazione».cite-ref-56[56]
La Società d'Istruzione Pubblica era stata istituita il 27 maggio 1797 dalla Municipalità e, sebbene dovesse ufficialmente coadiuvare la politica democratica municipale, annoverò tra i suoi esponenti più significativi rivoluzionari radicali, come i napoletani mwahiFlaminio Massa e mwahmCarlo Lauberg.cite-ref-57[57] Il diplomatico Girolamo Politi affermò nel novembre di quell'anno che la Società era retta da affiliati della mwahgloggia massonica «Le colonne della Democrazia», animata da Lauberg, una società segreta attraverso la quale i francesi avevano accelerato il processo di democratizzazione delle città venete.cite-ref-58[58] Dietro la Società d'Istruzione - probabilmente una mera copertura - si articolava in effetti una rete di logge politiche improntata al modello giacobino. Secondo la testimonianza delegata dal municipalista moderato Giovanni Andrea Spada alle sue mwah4Memorie, la Società si proponeva di condurre la Municipalità verso posizioni radicali.cite-ref-59[59] Se le accuse di Spada erano forse espresse in toni eccessivi, non dovevano tuttavia essere molto lontane dal vero.cite-ref-60[60]
Non è dato sapere se Foscolo abbia aderito al sistema creato dal Lauberg, ma è accertato che il poeta di Zacinto fosse legato all'«ala più radicale dei patrioti veneziani», tra i quali figurava mwaigVincenzo Dandolo, intimo amico cui Foscolo dovette la nomina a Segretario redattore della Municipalità. Nonostante l'incarico non avesse una particolare rilevanza politica, Foscolo fu chiamato varie volte a leggere i verbali dalla Tribuna e poté assistere alle riunioni della Municipalità e del suo Comitato segreto.cite-ref-61[61]
La delusione e la partenza per Milano (1797-1798)
Tuttavia, il 17 ottobre di quel 1797 così esaltante per i patrioti democratici, fu firmato il mwai8Trattato di Campoformio con il quale Bonaparte cedeva Venezia (fino a quel momento libera repubblica, anche se ormai mwajacontrollata de facto dai francesi), all'Austria asburgica. Il giovane Ugo, pieno di sdegno, si dimise dagli incarichi pubblici e partì in volontario mwajiesilio, recandosi prima a mwajmFirenze e poi a mwajqMilano.cite-ref-62[62] Lo sdegno per la ratifica del trattato emerge da una testimonianza coeva del politico austriaco Carl von Humburg, il quale scrive che, nel corso di una pubblica seduta veneziana (è quella dell'8 novembre alla Municipalità provvisoria, pochi giorni prima che il poeta lasciasse la città), Foscolo salì alla tribuna «per vomitare tutte le imprecazioni possibili contro il generale Bonaparte. Armato di un pugnale, facendo esclamazioni e contorsioni orribili, lo ha immerso con furore nel parapetto della tribuna, giurando di immergerlo allo stesso modo nel cuore del perfido Bonaparte».cite-ref-63[63] L'ostilità nei confronti di Napoleone influenzerà negli anni successivi la poesia foscoliana. Del tutto opposta la valutazione di mwaj0Horatio Nelson, nemico di Bonaparte.cite-ref-64[64]
A Milano giunse a metà novembre, conobbe mwakmParini e mwakqMonti, che difese qualche mese più tardi dalle accuse che gli si rivolgevano per la sua attività di poeta alla corte romana, innamorandosi inoltre della moglie di lui, mwakuTeresa Pikler, salvo poi dire di lui: "Questi è Monti poeta e cavaliero, gran traduttor dei traduttor d'Omero". Monti non da meno disse di Foscolo: "Questi è il rosso di pel, Foscolo detto, sì falso che falsò fino se stesso quando in Ugo cangiò ser Nicoletto".
Appena arrivato in città, «poverissimo ed esule»cite-ref-65[65], cercò di procurarsi un impiego che potesse provvedere al suo sostentamento. A questo proposito, forse su consiglio di Monti, scrisse immediatamente a Giovanni Costabili Containi, amico del poeta ferrarese e membro del Direttorio Cisalpino: «Amerei un posto fra gli scrittori nazionali, o fra i custodi della pubblica Biblioteca, ove potrei consacrare i miei giorni alla patria ed alla filosofia».cite-ref-66[66] I profughi veneziani, tuttavia, erano gli ultimi arrivati in un imponente flusso di persone che vide convergere verso la città meneghina cittadini della zona centro-settentrionale della penisola. Unendo a questo aspetto le intemperanze pubbliche con cui Foscolo aveva accolto il Trattato di Campoformio nei suoi ultimi giorni in laguna, si spiega l'infelice esito della richiesta.cite-ref-67[67]
Foscolo, intanto, entrò nel «Circolo costituzionale di Milano», ritrovo di patrioti e letterati (tra loro figuravano mwaluGiovanni Pindemonte e mwalyGiovanni Fantoni). Il giornale del «Circolo», filo-francese e filo-bonapartista, registrò gli interventi del Foscolo, i quali si concentrarono tra il 10 dicembre e il 24 gennaio. Il poeta prese ancora la parola il 14 febbraio, quando le sue energie erano ormai consacrate a un nuovo periodico.cite-ref-68[68] A partire da fine gennaio collaborò infatti con il mwalspiacentino mwalwMelchiorre Gioia per qualche mese al mwal0Monitore Italiano, assumendone inoltre la direzione. Il foglio, battagliero, rivendicava per la mwal4Repubblica Cisalpina l'indipendenza dal governo parigino e si mostrò ostile nei confronti del patto di alleanza con la Francia - benché le posizioni espresse dalle sue colonne, fattesi via via più esplicite, non avessero la stessa violenza che mwal8Pietro Custodi (anch'egli collaboratore del giornale) o il Gioia delegarono a opere scritte in prima personacite-ref-69[69] -, finché il mwamqDirettorio lo soppresse nell'aprile 1798.
Nel mese di maggio del 1798 il Gioia pubblicava un mwamoQuadro politico di Milano in cui si denunciava la corruzione dei governanti. Seguì un botta e risposta con mwamsGiuseppe Lattanzicite-ref-70[70] (membro del corpo legislativo del Direttorio Cisalpino), finché Foscolo intervenne il 25 luglio in difesa di Gioia sul mwanamodenese mwaneGiornale Repubblicano di Pubblica Istruzione,cite-ref-71[71] dove cinque giorni prima si era invocata per il piacentino la condanna a morte, sulla base della legge sugli allarmisti del 18 febbraio.cite-ref-72[72] Foscolo, rispondendo all'articolo anonimo del 20 luglio, sosteneva la necessità di sorvegliare le autorità affinché rispettassero sempre la legge, sicché Gioia si era comportato come un «figlio, che avvisa il padre d'una imminente malattia».cite-ref-73[73] L'estensore dell'articolo del 20 luglio, ora palesandosi per il cappuccino Antonio Grandi, replicò con veemenza il 9 agosto, ma il foglio modenese si schierò infine dalla parte di Foscolo (24 agosto), il cui scritto era intanto apparso il 18 agosto sul mwan4Giornale senza titolo di Milano.cite-ref-74[74]
L'infuocato clima meneghino valse più volte, nel 1798, accuse esplicite nei confronti di Vincenzo Monti. Questi, da poco giunto in città e considerato "troppo moderato", veniva preso di mira dai patrioti più accesi, in particolare dal Lattanzi e da mwaoqFrancesco Gianni, celebre poeta improvvisatore che andava abbozzando un monumentale poema epico su Napoleone.cite-ref-75[75] Se due articoli foscoliani apparsi il 15 e 19 marzo sul mwaokMonitore, proponendo una recensione sostanzialmente positiva del mwaooBonaparte in Italia del Gianni e del suo autore, parrebbero alimentare la polemica nei confronti del Monti, un terzo articolo, del 23 marzo, ribalta il giudizio nei confronti del poema. In agosto, quando il poeta della mwaosBassvilliana si trovava nuovamente sotto attacco, Foscolo pubblicò presso gli stampatori milanesi Pirotta e Maspero un mwaowEsame su le accuse contro Vincenzo Monti, prendendo le sue difese, lodando il suo amore per la libertà e condividendo la sua condanna del Terrore rivoluzionario, presto «presentato alla esecrazione dei secoli» dagli stessi scrittori francesi.cite-ref-76[76]
Il trasferimento a Bologna (1798-1799)
Senza lavoro e infelice per il travagliato amore per Teresa Pikler Monti, nel settembre del 1798 il poeta si trasferì a mwapmBologna dove iniziò la sua collaborazione a mwapqIl Genio democratico, fondato assieme al fratello mwapuGiovanni e poi riassorbito dal mwapyMonitore bolognese. Fu per un breve periodo aiutante del cancelliere per le lettere del Tribunale.
Dalle colonne del mwapgGenio democratico emerge nuovamente l'immagine del Foscolo vate: scrisse per il giornale una serie di mwapkIstruzioni popolari politico-morali in cui, attraverso il richiamo all'esempio delle antiche democrazie di Grecia e di Roma, tentava di coinvolgere nell'esperienza patriottica i ceti popolari, che la linea sempre più accentratrice e autoritaria del governo cisalpino estrometteva progressivamente dalla politica attiva.cite-ref-77[77] Foscolo esprimeva la necessità di una più equa distribuzione delle ricchezze, perché «il diritto di proprietà in fatto non ha per origine che la provvidenza della natura, che autorizza ognuno a prevalersi de' suoi doni, e non ha per vero motivo che la sussistenza dell'uomo», sicché non è accettabile che «un picciol numero di possidenti» nuoti «nell'opulenza», tradendo il patto sociale che è condizione imprescindibile per la sopravvivenza della Repubblica e della democrazia.cite-ref-78[78] Il concetto foscoliano di mwaqigenio emergerà ancora e coerentemente nella mwaqmEdinburgh Review (vol. XXX, p.mwaqq 321): «(...) le reminescenze dei grandi geni sono scintille che producono una potente fiamma.... il risultato sta nel provare che molta della originalità di uno scrittore sta nel raggiungere le sue mete sublimi con gli stessi mezzi che altri hanno impiegato per roba di nessuna importanza».cite-ref-79[79]
Iniziò le stampe, fino alla lettera XLV, del mwaqoromanzo epistolare mwaqsmwaqwUltime lettere di Jacopo Ortis nel 1798cite-ref-80[80] che però fu costretto a interrompere per l'occupazione di Bologna da parte degli austro-russi nell'aprile del 1799. Secondo una lunga e diffusa tradizione critica, la pubblicazione dell'opera fu possibile grazie all'intervento del bolognese Angelo Sassoli, il quale avrebbe agito per conto dell'editore Jacopo Marsigli e all'insaputa dell'autore, completando di suo pugno il romanzo, edito in due volumetti con il titolo mwareVera storia di due amanti infelici o sia Ultime lettere di Jacopo Ortis.cite-ref-81[81] Si scatenò di fatto l'ira di Foscolo, che impose all'editore di fare comparire una nota sulla "Gazzetta di Firenze" e, pochi mesi dopo, sul "Monitore Bolognese" in cui si diceva che alle lettere foscoliane erano stati aggiunti i vigliacchi interventi di un altro autore.cite-ref-82[82] Tuttavia, successivi studi critici hanno mostrato che la paternità dell'edizione spetta fondamentalmente, se non esclusivamente,cite-ref-83[83] a Foscolo.cite-ref-84[84]
Come il protagonista Jacopo Ortis (il nome deriva dalla fusione di mwasmJean-Jacques Rousseau e di mwasqGirolamo Ortis, un giovane studente friulano suicidatosi a Padova nel 1796), che si tolse la vita con un colpo di pugnale (come farà Giovanni Foscolo), anche Ugo tentò il suicidio in questo periodo - ingerendo dell'mwasuoppio - a causa della passione infelice per la Pikler, secondo quanto narrato da lei stessa.cite-ref-85[85]
L'arruolamento nella Guardia Nazionale (1799-1801)
Foscolo nel frattempo si arruolò nella mwaswGuardia Nazionale della mwas0Repubblica Cisalpina e combatté con le mwas4truppe francesi (quelle che si sarebbero poi chiamate mwas8Grande Armata) fino alla mwatabattaglia di Marengo. Ferito a una gamba nella battaglia di Cento, venne arrestato dagli austriaci durante la fuga e liberato a mwatiModena dalle truppe di mwatmMacDonald, partecipando in seguito alla mwatqbattaglia della Trebbia e ad altri scontri.cite-ref-86[86] Partecipò alla difesa di mwatkGenova mwatoassediata (pur non vedendo di buon occhio la guerra) dove venne ferito nei pressi di mwatsForte Diamante.
Fu un periodo di intensa attività anche sul piano letterario; dando seguito al radicalismo politico mostrato negli anni precedenti a livello giornalistico e civile, Foscolo redasse, tra il luglio e l'agosto del 1799, il mwauqDiscorso su la Italia, un testo che esprime chiaramente le speranze dei "patrioti" italiani, i quali, alleati dei neogiacobini d'oltralpe, chiedevano la dichiarazione della "Patria in pericolo" in Francia (respinta il 14 settembre dal mwauuConsiglio dei Cinquecento). Sognavano infatti che la caduta del mwauyDirettorio e l'instaurazione dello stato di emergenza potessero favorire la nascita di una repubblica italiana indipendente. Il mwaucDiscorso fu pubblicato in ottobre, dedicato al generale neogiacobino mwaugChampionnet, quando però le illusioni di Foscolo erano cadute e il mwaukcolpo di Stato bonapartista era imminente.cite-ref-87[87]
Il 27 novembre ripubblicò a Genova l'ode mwau8A Bonaparte liberatore aggiungendovi una premessa nella quale esortava Napoleone a non diventare un tiranno, e modificando l'ottava strofa, per affermare con chiara coscienza l'idea dell'mwavaunità d'Italia erede di mwaveRoma antica.
Dopo Marengo (la battaglia è del 14 giugno 1800) Foscolo continuò a impegnarsi in operazioni militari; appena tornato a Milano rientrò volontariamente nello Stato maggiore, dove fu nominato capitano aggiunto. Agli ordini del generale mwavmPino, combatté contro gli mwavqinsorgenti romagnoli, aiutati dal generale austriaco mwavuSommariva, contribuendo alla rioccupazione francese. Le popolazioni furono sottoposte a pesanti contribuzioni e requisizioni, e il giornale milanese mwavyNotizie politiche ne ritenne responsabile Pino. Foscolo allora intervenne in sua difesa sul mwavcMonitore bolognese, che il 7 ottobre pubblicò un suo rapporto, mutilandolo dell'ultimo capoverso - in cui si auspica la nascita di un esercito nazionale -, aggiunto in un supplemento al medesimo numero dopo le proteste dell'autore.cite-ref-88[88]
Tra l'estate e l'autunno del 1800 compose l'ode mwav0mwav4A Luigia Pallavicini caduta da cavallo, dedicata a una nobildonna genovese rimasta ferita al volto dopo una caduta da cavallo sulla scogliera di mwav8Sestri Ponente.
Dopo la vittoria napoleonica ricevette numerosi incarichi militari, che lo condussero in varie città italiane, tra le quali mwaweFirenze dove si innamorò di Isabella Roncioni, già promessa sposa, che contribuirà a ispirargli, con Teresa Pikler, il personaggio di Teresa nellmwawi'mwawmOrtis.cite-ref-referencea-89-0[89] Nel 1801 Foscolo si recò nuovamente a Milano dove accolse, nel mese di giugno, il fratello più giovane, Giulio, che gli era stato affidato dalla madre e lo avviò alla carriera militare (Giulio finirà suicida in mwawgUngheria nel 1838). Il 23 luglio, dopo essersi più volte lamentato perché non riceveva regolarmente la paga militare, inviò al Ministro una lettera nella quale presentava le dimissioni, che però non furono accolte. In compenso ottenne la paga di capitano aggiunto, passando in tal modo nel 1802 al servizio della mwawkRepubblica Italiana, e dal 1805, dopo la mwawoproclamazione di Napoleone a imperatore nel 1804, del mwawsRegno d'Italia, con l'incarico di compilare una parte del Codice militare.cite-ref-90[90]
L'intensa attività letteraria (1801-1804)
«[...] a noi prescrisse
il fato illacrimata sepoltura»
(Ugo Foscolo, A Zacinto, vv. 13-14)
Gli anni tra il 1801 e il 1804 furono anni di intensa attività letteraria ma anche di grande dolore per la morte del fratello mwaxmGiovanni, che si era ucciso a Venezia l'8 dicembre 1801 con un colpo di pugnale (sotto gli occhi della madre, come fu detto in seguito, ma senza prove) per sottrarsi al disonore di non potere pagare una grossa somma persa al gioco e che un sottoispettore aveva sottratto per lui alla cassa di guerra.cite-ref-91[91]
Il sonetto-autoritratto in stile
alfieriano
mwax4mwax8Solcata ho fronte, occhi incavati intenti;
mwayeCrin fulvo, emunte guance, ardito aspetto;
mwaymLabbro tumido acceso, e tersi denti
mwayuCapo chino, bel collo, e largo petto;
mwaygGiuste membra, vestir semplice eletto;
mwayoRatti i passi, i pensier, gli atti, gli accenti,
mwaywSobrio, umano, leal, prodigo, schietto;
mway4Avverso al mondo, avversi a me gli eventi.
mwazeTalor di lingua, e spesso di man prode;
mwazmMesto i più giorni e solo, ognor pensoso,
mwazuPronto, iracondo, inquieto, tenace:
mwazgDi vizi ricco e di virtù, do lode
mwazoAlla ragion, ma corro ove al cor piace:
mwazwMorte sol mi darà fama e riposo.
Nel 1802 pubblicò lmwaz4'mwaz8Orazione a Bonaparte in occasione dei mwa0aComizi di Lionecite-ref-92[92] e una raccolta di mwa0uliriche che comprendeva otto sonetti e l'ode mwa0ymwa0cA Luigia Pallavicini caduta da cavallocite-ref-93[93]. Non si conosce la data di composizione degli otto sonetti, ma va collocata tra il 1798 e il 1802.cite-ref-94[94] Tra questi figura mwa1aTe nudrice alle muse, ospite e Dea (l'unico ad avere nella raccolta un titolo, mwa1ePer la sentenza capitale proposta nel Gran Consiglio Cisalpino contro la lingua latina), ispirato dalla proposta fatta al Gran Consiglio dal cittadino Giuseppe Lattanzi perché sostituissero nelle scuole l'insegnamento del Latino con quello del Francese.cite-ref-referencea-89-1[89] La poesia potrebbe essere del 1798, dal momento che la proposta risale a quell'anno, e fu poi respinta in estate.cite-ref-95[95] In merito allo stile dei mwa1oSonetti, mwa1sGiosuè Carducci scrive "Come aveva chiuso la poetica adolescenza con l'imitazione della tragedia alfieriana nel mwa1wTieste e delle canzoni alfieriane nell'ode al Bonaparte, cosi Ugo cominciò alfiereggiando anche nei sonetti".cite-ref-96[96]
Tra il 1801 e il 1802 rielaborò e portò a termine lmwa2i'mwa2mOrtis, pubblicato presso il Genio Tipografico a Milano. Nello stesso 1802 compose l'ode mwa2qAll'amica risanata per mwa2uAntonietta Fagnani Arese, suo nuovo ardente amore; nel 1803 diede alle stampe nella loro versione definitiva i sonetti con l'aggiunta dei quattro più famosi (mwa2ymwa2cAlla sera, mwa2gmwa2kA Zacinto, mwa2omwa2sIn morte del fratello Giovanni, mwa2wmwa20Alla Musa, i quali tuttavia ricevettero un titolo, al pari degli altri otto sonetti, solo nel 1848, in un'edizione curata da Francesco Silvio Orlandini per mwa24Le Monnier) e l'ode mwa28All'amica risanata e mwa3aA Luigia Pallavicini caduta da cavallo.cite-ref-97[97] L'edizione dell'aprile 1803, apparsa a Milano presso Destefanis con il titolo mwa3uPoesie di Ugo Foscolo - e dedicata dall'autore al poeta e futuro tragediografo mwa3yGiovanni Battista Niccolini - non comprendeva ancora il sonetto per la morte del fratello, pubblicato nel mese di agosto per i tipi dell'editore milanese Agnello Nobile insieme agli altri tredici testi.cite-ref-98[98]
Risale allo stesso anno la traduzione - in endecasillabi sciolti - e la pubblicazione della mwa3wChioma di Berenice di mwa30Catullo (a sua volta traduzione latina da mwa34Callimaco) con l'aggiunta di un mwa38inno alle Grazie, prima nucleo del poemetto futuro, che attribuisce al poeta mwa4aalessandrino mwa4eFanocle, accompagnata da quattordici mwa4iConsiderazioni e quattro mwa4mDiscorsi che racchiudono i lineamenti principali della sua poetica mwa4qneoclassica, ispirata alle idee del mwa4uWinckelmann.cite-ref-99[99] L'opera uscì nel mese di novembre a Milano con l'editore Genio Tipografico, e fu dedicata al Niccolini.
Gli anni in Francia (1804-1806)
Pubblicato il lavoro callimacheo, Foscolo scrisse il 25 novembre 1803 a mwa4wFrancesco Melzi d'Eril, vicepresidente della mwa40Repubblica Italiana: «È tempo che un giovine di venticinque anni abbandoni l'ozio letterario», e chiese di rientrare nell'esercito napoleonico in qualità di «capo-battaglione soprannumerario del Battaglione della Guardia che si avvia per la Francia».cite-ref-100[100] Si trattava di unirsi alla mwa5iprogrammata invasione dell'Inghilterra, che mwa5mNapoleone non avrebbe poi messo in atto.cite-ref-101[101] La divisione italiana, pronta a partire per la mwa5gFrancia, era comandata dal generale mwa5kDomenico Pino, presso il quale Foscolo aveva già servito, difendendolo inoltre pubblicamente sul mwa5oMonitore Italiano dopo la mwa5sbattaglia di Marengo. Foscolo non era tuttavia benvoluto da mwa5wGioacchino Murat, vistosi preso di mira nellmwa50'mwa54Orazione a Bonaparte pel Congresso di Lione (1802), sicché fu arruolato solo nel giugno successivo e solo come capitano di fanteria aggiunto, assegnato al Comando dei depositi di mwa58Valenciennes, dove i francesi erano di stanza.cite-ref-102[102]
Dopo un breve passaggio per mwa6uParigi, dove mwa6yFerdinando Marescalchi, ministro per le Relazioni Estere della Repubblica Italiana, lo dice presente il 10 luglio 1804,cite-ref-103[103] giunse a Valenciennes. In Francia e nella Francia del nord visse fino al 1806; dovette dedicarsi agli approvvigionamenti, cosa che lo esentò dai combattimenti; fu messo anche a guardia di un gruppo di profughi inglesi, guardati con sospetto da Napoleone. A Valenciennes conobbe una giovane inglese (da cui andò per apprendere la lingua in vista dell'invasione dell'isola, poi mai attuata) Lady Fanny Emerytt Hamilton, da lui chiamata anche Sophia, dalla quale ebbe una figlia nel 1805, Mary, che egli chiamerà sempre mwa6sFloriana, e di cui sarà ignaro per molto tempocite-ref-104[104]; la rivedrà dopo molti anni in mwa7aInghilterra e sarà il conforto dei suoi ultimi anni. Qualche critico ha messo in dubbio la reale filiazione della giovane, asserendo che fosse figlia di Lord Hamilton, il marito di Fanny, e affidata a Foscolo come figlia adottiva dalla nonna materna Mary Walker Emerytt, dopo la morte dei genitori (d'altra parte ci sono state diverse ipotesi anche sul nome della nobildonna).cite-ref-105[105]cite-ref-106[106]
Nell'anno e mezzo francese Foscolo fu anche a mwa7oCalais, mwa7sLilla e mwa7wBoulogne-sur-Mer, dove i vari incarichi militari lo chiamavano. Il 20 marzo 1805 diventò «capo di battaglione delle truppe italiane».cite-ref-107[107]
Malgrado i continui spostamenti per motivi di servizio, Foscolo riuscì a continuare la sua attività letteraria con alcuni saggi di traduzione dallmwa8i'mwa8mmwa8qIliade, con l'epistola in versi sciolti al Monti, mwa8uSe fra' pochi mortali a cui negli anni, e con la traduzione del mwa8ySentimental Journey di mwa8cSterne che l'avrebbe condotto alla stesura, nel 1812, dei sedici capitoletti scritti in una mwa8gprosa mwa8kironico-allusiva della mwa8omwa8sNotizia intorno a Didimo Chierico.cite-ref-108[108]
Il 15 gennaio 1806 chiedeva da Boulogne-sur-Mer al «Generale di Divisione Teulié» (cioè mwa9ePietro Teulié), «un permesso con intero trattamento per quattro mesi», per potere rivedere dopo un decennio la famiglia e per «interessi personali».cite-ref-109[109] Gli fu accordato, e Foscolo lasciò la Francia all'inizio della primavera dopo un nuovo passaggio per Parigi. In questa circostanza incontrò mwa9yAlessandro Manzoni, che allora abitava nella capitale francese assieme alla madre mwa9cGiulia Beccaria.cite-ref-110[110] Pur essendo di soli sette anni più giovane, Manzoni aveva iniziato da poco l'attività letteraria ispirandosi, tra gli altri, proprio a Foscolo (oltre che ad mwa9wAlfieri, mwa90Parini, mwa94Monti e altri autori, italiani e stranieri), e aveva appena composto il carme mwa98mwa-aIn morte di Carlo Imbonati. Il futuro romanziere si mostrò freddo nei suoi confronti.cite-ref-granese128-111-0[111]
Venezia, Brescia e l'Università di Pavia (1806-1809)
Tra aprile e maggio del 1806 fu a mwa-wVenezia, dove rivide i familiari dopo il lungo esilio, e poi, in giugno, ritrovò mwa-0Isabella Teotochi Albrizzi, da cui fu ospitato nella sua mwa-4villa, nella campagna attorno a mwa-8Treviso.cite-ref-granese128-111-1[111] Sempre in giugno incontrò a mwa-qPadova mwa-uCesarotti e a mwa-yVerona mwa-cIppolito Pindemonte, dai colloqui con il quale nacque l'idea iniziale del mwa-gcarme mwa-kmwa-oDei sepolcri. L'epistolario foscoliano testimonia che il poeta trascorse l'estate impegnato in missioni militari: fu a questo scopo in mwa-sValtellina, a mwa-wMantova e Verona, ancora in Valtellina e nel Bergamasco.cite-ref-granese128-111-2[111] Fu in varie occasioni anche a Milano, da dove il 6 settembre così scriveva all'amica Teotochi: «Quando Franceschinis mi consegnava la vostra lettera io partiva per le montagne ed i laghi; ritornato, stava sulle mosse per il mwbaeTerraglio [dove la Teotochi soggiornava spesso nella villa appena fuori Treviso]; io aveva già una mwbaiEpistola sui sepolcri da stamparsi lindamente – non bella forse; non elegante, ma ch'io vi avrei certamente recitata con tutto l'ardore dell'anima mia, e che voi, donna gentile, avreste ascoltata forse lagrimando».cite-ref-112[112]
Il carme mwbagDei sepolcri fu scritto tra l'agosto del 1806 e l'aprile del 1807 e pubblicato in quell'anno a mwbakBrescia, presso l'editore mwbaoNiccolò Bettoni. Nel periodo in cui Foscolo si accingeva a dare alle stampe l'opera era ospite della contessa mwbasMarzia Martinengo, sua amante, presso mwbawPalazzo Martinengo Cesaresco Novarino nel centro della città.cite-ref-113[113]
Iniziato in mwbbiMassoneria il 25 maggio 1804 nella Loggia "Ermione" di Milano, tra il 1806 e il 1807 entrò nella Loggia Reale Amalia Augusta di Brescia, la stessa loggia di mwbbmVincenzo Monti.cite-ref-114[114]cite-ref-115[115]
Contestualmente ai mwbb0Sepolcri, Foscolo intraprese la traduzione del primo libro dellmwbb4'mwbb8Iliade, accordandosi con Monti affinché fosse pubblicata assieme alla sua versione del primo libro. Nell'aprile del 1807 uscì così a Brescia presso Bettoni lmwbca'mwbceEsperimento di traduzione della Iliade di Omero; alla dedica a Monti seguivano un mwbciIntendimento del traduttore, il testo foscoliano (con quello cesarottiano in prosa - già pubblicato nel 1786 - a fronte), quello montiano e tre considerazioni, ciascuna di uno dei tre traduttori; la foscoliana si intitolava mwbcmSu la traduzione del cenno di Giove, e si mostrava critica nei confronti delle maggiori versioni iliadiche precedenti, analizzando come avessero riportato i vv. 528-530 del libro primo e suggerendo in che modo avrebbero potuto essere più vicini all'originale, secondo quell'esigenza di assoluta fedeltà espressa nellmwbcq'mwbcuIntendimento.cite-ref-116[116]
Con una ricerca ossessiva della corrispondenza semantica e formale tra testo greco e riduzione italiana - fino a dove la diversità delle lingue e delle culture la permettesse -, Foscolo continuò a tradurre il poema omerico; portò a compimento i primi sette libri, lasciò ampiamente incompleto il lavoro sui libri ottavo, nono, decimo e ventesimo, ma pubblicò soltanto il terzo sull'mwbcsAntologia di mwbcwGiovan Pietro Vieusseux (ottobre 1821).cite-ref-117[117]
Il mwbdicapobattaglionecite-ref-118[118] Ugo Foscolo, per ingraziarsi il generale mwbdcAugusto Caffarelli, mwbdgaiutante di campo di Napoleone e ministro della guerra del Regno d'Italia, curò una edizione delle opere di mwbdkRaimondo Montecuccoli, con una ricca premessa sull'arte della guerra. L'opera si inserisce anche in una polemica con mwbdoMadame de Staël sull'attitudine militare degli italiani.cite-ref-119[119]
Sollevato dagli incarichi militari su interessamento del Caffarelli, Foscolo si candidò alla cattedra di mwbeaEloquenza dell'mwbeeUniversità degli Studi di Pavia, che si era resa vacante (la cattedra era stata tenuta in precedenza da Vincenzo Monti e da mwbeiLuigi Cerretti). Ottenutala mwbemper chiara fama (18 marzo 1808) grazie all'interessamento di Luigi Arborio Gattinara di Breme, ministro dell'interno del Regno d'Italia, arrivò in città il 1º dicembre dello stesso anno. Qui, il 22 gennaio 1809 pronunciò la sua celebre orazione inaugurale, mwbeqDell'origine e dell'ufficio della letteratura, alla presenza di mwbeuAlessandro Volta e Vincenzo Monticite-ref-pavia-120-0[120]. Tuttavia Foscolo tenne poche lezioni (l'ultima il 15 giugno 1809), poiché l'incarico venne a breve soppresso da Napoleone, divenuto sospettoso di ogni libero pensiero.cite-ref-121[121] A mwbe4Pavia Foscolo abitò a mwbe8Palazzo Cornazzani in compagnia dell'amico mwbfaGiulio Gabrielli di Montevecchiocite-ref-pavia-120-1[120]cite-ref-122[122], arredandone le stanze in maniera sfarzosa e assumendo più persone di servizio; nello stesso edificio, curiosamente, poi abitarono anche mwbfkAda Negri e mwbfoAlbert Einsteincite-ref-123[123].
Il ritorno a Milano e le difficoltà (1809-1812)
Tornato a Milano per la terza volta, ebbe inizio per Foscolo un periodo di difficoltà economiche, reso più amaro dai contrasti con i letterati di regime, che non gli risparmiarono polemiche e malevole insinuazioni. Alla rottura con Monti (1810) si aggiunse l'insuccesso della tragedia mwbgemwbgiAjace, rappresentata alla mwbgmScala il 9 dicembre 1811, che non ebbe successo e venne, inoltre, vietata dalla censura per le allusioni antifrancesi contenute.cite-ref-124[124]
Il soggiorno sereno e produttivo a Bellosguardo (1812-1813)
«Nella convalle fra gli aerei poggi / Di Bellosguardo, ov'io cinta d'un fonte / Limpido fra le quete ombre di mille / giovinetti cipressi alle tre Dive / l'ara innalzo...»
(Le Grazie, Inno I, vv.11-14)
Abbandonata Milano il 12 agosto del 1812, il poeta si trasferì a Firenze, dopo avere fatto tappa a mwbhePiacenza, mwbhiParma e mwbhmBologna, città in cui incontrò l'amica mwbhqCornelia Rossi Martinetti. Il 17 arrivò all'albergo delle Quattro Nazioni, dove alloggiò un paio di mesi, iniziando la stesura dell'inno mwbhuAlle Grazie, concretizzatosi dapprima nella cosiddetta mwbhyPrima redazione dell'Inno, quindi, attraverso ampliamenti e rielaborazioni, nella mwbhcSeconda redazione, e destinato a prendere forma in un carme tripartito nell'aprile del 1813.cite-ref-125[125]
Lasciato il primo alloggio, Foscolo si stabilì per un breve periodo a Casa Prezziner, in mwbh0Borgo Ognissanti, e si trasferì poi alla mwbh4villa di Bellosguardo, dove trascorse, fino al 1813, un periodo di intensi affetti, di soddisfazioni mondane e di lavoro creativo.cite-ref-126[126] Egli infatti ottenne l'amore della senese mwbimQuirina Mocenni Magiotti, frequentò il salotto della mwbiqcontessa d'Albany, l'amica di mwbiuAlfieri, lavorò, come detto, al carme di argomento mitologico, scrisse la tragedia mwbiyRicciarda, rappresentata in città nel 1813, riprese la traduzione del mwbicViaggio sentimentale, pubblicato lo stesso anno e corredato della mwbigmwbikNotizia intorno a Didimo Chierico, oltre a tradurre altri canti dellmwbio'mwbismwbiwIliade.cite-ref-127[127]
L'esilio definitivo dall'Italia (1813-1827)
Partenza da Milano e l'esilio in Svizzera (1813-1816)
Dopo la sconfitta di Napoleone Bonaparte nella mwbjqbattaglia di Lipsia, nell'ottobre del 1813, e l'abdicazione del 1814, Foscolo ritornò per la quarta volta a vivere a Milano, riprendendo il proprio grado nell'esercito e compiendo un disperato tentativo di raccogliere uomini disposti a sacrificarsi per la città, ma l'mwbjuarrivo in città degli austriaci abbatté la sua fiducia in una futura Italia indipendente.cite-ref-128[128] Nonostante la sua fedeltà al viceré mwbjoEugenio di Beauharnais (l'anno successivo ci sarà l'ultimo tentativo dei filo-napoleonici con il mwbjsproclama di Rimini del mwbjwre di Napoli mwbj0Gioacchino Murat), ultima speranza del cosiddetto "mwbj4partito francese", alla fine decise di non opporsi con le armi ai vincitori.cite-ref-129[129] Ebbe un momento di esitazione, quando il governatore austriaco feldmaresciallo mwbkmBellegarde gli offrì di collaborare con il nuovo governo, dirigendo una rivista letteraria, la futura "Biblioteca italiana". Foscolo accettò e stese il programma della rivista, ma intervenne l'obbligo di giuramento al nuovo regime, cosicché la notte prima di giurare (31 marzo del 1815) lasciò l'Italia per un volontario esilio definitivo, mentre Napoleone tentava in mwbkqFrancia l'ultima impresa, i "mwbkucento giorni".
Così Foscolo rievocherà, dieci anni più tardi, la fuga improvvisa:
«Riparlai al Consigliere Schoeffer, ottimo uomo che amministrava le faccende della finanza, e lo tentai se v'era modo ch'io mi partissi liberamente con un passaporto, e prometterei da gentiluomo di non ingerirmi in cose politiche, ma ch'io non vorrei giurare fedeltà militare. Pur udendomi rispondere che dove un solo fosse privilegiato, io godrei dell'immunità, ma che giurare dovevano tutti a ogni modo - mi avventurai sul far della notte all'esilio perpetuo, e a mezzodì del giorno vegnente, mentre gli altri, circondati da' battaglioni di Ungheri, proferivano il giuramento, mi veniva fatto di toccare i confini degli Svizzeri»
(Lettera apologeticacite-ref-130[130])
Partito praticamente senza effetti personali e senza tabarro,cite-ref-131[131] il poeta si rifugiò a Hottingen (al tempo municipalità autonoma, inglobata alla fine del secolo nella città di mwbleZurigo), in mwbliSvizzera, assunse gli pseudonimi di Lorenzo Aldighiericite-ref-132[132] (poi Alderani, come l'amico di Jacopo Ortis) e, a livello letterario, di Didimo Chierico.cite-ref-133[133]cite-ref-134[134]cite-ref-135[135]
Malgrado le varie peregrinazioni in terra svizzera, per sfuggire ai controlli della polizia austriaca, egli riuscì a stampare a mwbmqZurigo, nel 1816, le mwbmuVestigia della storia del sonetto italiano, il libretto satirico contro i letterati milanesi mwbmyDidimi clerici prophetae minimi Hypercalypseos liber singularis (lmwbmc'mwbmgmwbmkIpercalisse), la terza edizione dellmwbmo'mwbmsOrtis e a scrivere gli appassionati mwbmwDiscorsi sulla servitù d'Italia, pubblicati postumi.cite-ref-136[136]
Gli ultimi anni di vita a Londra (1816-1827)
«Di vizi ricco e di virtù, do lode / Alla ragion, ma corro ove al cor piace: / Morte sol mi darà fama e riposo.»
(Solcata ho fronte, occhi incavati intenti, 1803)
Nel frattempo l'Austria insisteva nel reclamare la sua estradizione, ma Foscolo trovò un prezioso alleato nell'ambasciatore d'Inghilterra a mwbnqBerna che gli rilasciò un passaporto per la mwbnuGran Bretagna, attraverso i buoni uffici di mwbnyWilliam Stewart Rose, dedicatario dellmwbnc'mwbngIpercalisse. Il documento gli era stato concesso innanzitutto in quanto nativo di mwbnkZante, divenuta mwbnoprotettorato britannico dopo il mwbnsCongresso di Vienna del 1815. Poté dunque partire grazie al denaro ricavato dalla vendita dei propri libri a Milano e con quello fornitogli dal fratello Giulio, a quei tempi in Ungheria con l'esercito austriaco, cui lui aveva aderito.cite-ref-137[137]
Attraverso la Germania e l'Olanda, il 12 settembre 1816 il poeta giunse a mwboeLondra, dove trascorse gli ultimi undici anni di vita fra non lievi difficoltà economiche e morali. Appena arrivato in città, entrò in contatto con numerosi intellettuali inglesi, venendo introdotto nel circolo culturale di mwboiHolland House.cite-ref-138[138] Diventò amico di John Murray, l'editore che nell'aprile del 1817 diede alle stampe la quarta e ultima versione delle mwbocUltime lettere di Jacopo Ortis (l'opera coincide sostanzialmente con quella zurighese dell'anno precedente), accompagnate da una breve mwbogNotizia e da una selezione di capitoli della traduzione del mwbokmwbooViaggio sentimentale mwbossterniano.
I primi tempi dell'esilio inglese furono piuttosto felici, il primo impatto addirittura entusiasmante. Le nuove amicizie e la fama di cui godeva oltremare sorpresero il poeta: «da che toccai l'Inghilterra ebbi lieta ogni cosa [...]. Qui per la prima volta mi sono avveduto ch'io non sono affatto ignoto a' mortali; e mi veggo accolto come uomo che godesse già da un secolo di bella fama e illibata», scrisse all'amica mwbo0Quirina Mocenni Magiotti una settimana dopo il suo arrivo.cite-ref-139[139]
Nel 1817 morì a Venezia la madre (28 aprile), e Foscolo si occupò soprattutto della situazione delle Isole Ionie, scrivendo tre articoli, mwbpmStato politico delle Isole Jonie, mwbpqMémoires sur l'éducation publique aux Isles Ioniennes e mwbpuCome ottenere modifiche alla costituzione delle Isole Ionie. Pensò anche di seguire in Grecia il cugino Dionisio Bulzo che, giunto in Inghilterra come «membro di una delegazione della Repubblica Ionia, aveva l'incarico di presentare al Reggente la sua nuova Costituzione». Cadde però da cavallo in luglio e non poté partire.cite-ref-140[140]
Durante il periodo londinese Foscolo si dedicò prevalentemente all'attività editoriale e giornalistica e si impegnò nello studio storico-critico di alcuni momenti, testi e personaggi della mwbpsletteratura italiana, soprattutto mwbpwDante, mwbp0Petrarca e mwbp4Boccaccio.cite-ref-141[141] Risalgono a questi anni, oltre al quarto mwbqmOrtis, nuovi saggi sulle traduzioni omeriche, l'elaborazione di mwbqqLe Grazie e le incompiute mwbquLettere scritte d'Inghilterra ('16-'18), di cui una parte edita postuma con il titolo il mwbqyGazzettino del bel mondo, l'incompleta mwbqcLettera apologetica, ritrovata da mwbqgMazzini e da lui stesso pubblicata dopo la morte di Foscolo,cite-ref-142[142] i celebri mwbq0Essays on Petrarch (1821, II ed. 1823), il mwbq4Discorso storico sul testo del Decamerone (1825) e il mwbq8Discorso sul testo della Commedia di Dante (1826). Inoltre una trentina di saggi critici, scritti per essere tradotti in inglese e pubblicati sulle riviste periodiche britannichecite-ref-143[143], tra cui si segnalano la serie delle mwbrqEpoche della lingua italianacite-ref-144[144] e l'articolo noto con il titolo italiano di mwbrkAntiquarj e Critici (1826)cite-ref-145[145]. Foscolo venne accolto nei circoli mwbr4liberali, e all'inizio guadagnò bene con le proprie attività.cite-ref-corriere-146-0[146]
Ben presto, la vita troppo signorile, un carattere difficile, che gli alienò molte simpatie, e alcune speculazioni avventate in affari (come la costruzione di una grande villa dove vivere, che gli sarà sequestrata), ridussero però il poeta al dissesto economico, tanto da essere per breve tempo incarcerato causa debiti nel 1824. Uscito dal carcere fu costretto a sopravvivere nei quartieri più poveri di Londra, celandosi spesso sotto falso nome (Lord Emerytt, dal nome della figlia) per sfuggire ai creditori.cite-ref-147[147] Aveva intanto ritrovato la figlia (o forse figlia adottiva) mwbswFloriana, che lo assistette con devozione durante i suoi ultimi anni, e della quale era stato nominato tutore legale dalla nonna Lady Walker. A Londra, Foscolo fece anche una proposta di matrimonio alla diciannovenne Caroline Russell, figlia di un importante magistrato, da questa rifiutata dopo molte insistenze dello scrittore, che anni prima aveva spesso fuggito il matrimonio, frequentando in genere nobili già sposate.cite-ref-148[148] A causa della vita dispendiosa, consumò anche l'eredità di 3000 sterline lasciate dalla Walker alla nipote, cosicché entrambi dovettero trasferirsi in quartieri poveri e malsani, dove il poeta contrasse una malattia respiratoria, probabilmente la mwbtetubercolosi.cite-ref-corriere-146-1[146]cite-ref-149[149] Nel 1825 diventò insegnante di italiano in un istituto femminile e l'anno successivo fece domanda per ottenere la cattedra di italiano all'mwbtoUniversità di Londra, da poco istituita.cite-ref-londra-150-0[150]
Morte e posterità
Povero e debole, gli venne diagnosticata una malattia al fegato, esito probabile di mwbuetubercolosi miliarecite-ref-londra-150-1[150], che fece peggiorare ulteriormente le sue condizioni di vita; decise dunque di trasferirsi nel piccolo sobborgo londinese di mwbuyTurnham Green, dove si ammalò di mwbucidropisia polmonare, stadio finale della malattia, e venne inutilmente operato per due volte dal medico italiano che lo assisteva.cite-ref-151[151] Ugo Foscolo morì infine il 10 settembre del 1827 a quarantanove anni; la figlia, che lo accudì fino all'ultimo, morì circa due anni dopo a soli 24 anni.cite-ref-corriere-146-2[146]
Fu sepolto nel cimitero di mwbveChiswick, a spese del banchiere mwbviquacchero Gurney, suo amicocite-ref-152[152]. Nella tomba gli furono messe due monete di rame sugli occhi, secondo un rituale greco antico.cite-ref-153[153] La tomba, recentemente restaurata, porta incisa erroneamente l'età di cinquanta anni. Le sue mwbvscenericite-ref-154[154], nel 1871, furono traslate nella Basilica di Santa Croce a mwbwaFirenze, tempio di quelle mwbweitale glorie che lui stesso aveva celebrato nel mwbwicarme mwbwmDei sepolcri, con i versi «Ma più beata ché in un tempio accolte / Serbi l'itale glorie, uniche forse / Da che le mal vietate Alpi e l'alterna / Onnipotenza delle umane sorti / Armi e sostanze t'invadeano ed are / E patria e, tranne la memoria, tutto».cite-ref-155[155]. I resti del Foscolo tornarono così alla sua patria, come egli aveva desideratocite-ref-156[156], con una grande celebrazione voluta dal nuovo mwbwwRegno d'Italia.cite-ref-157[157]cite-ref-158[158] Sopra alla tomba, ai piedi della statua realizzata da mwbxuAntonio Berti, che lo ritrae, fu posta ad opera del governo fascista nel 1939 una targa che ne celebra il valore, che recita: “Le ossa di Ugo Foscolo morto a Londra il X settembre MDCCCXXVII sepolto nel cimitero di Chiswick restituite dall’Inghilterra nel giugno del MDCCCLXXI e deposte in questo tempio che la poesia dei Sepolcri aveva consacrato alla memoria dei grandi d’Italia trovano finalmente per volontà del governo fascista e del comune di Firenze l’auspicato degno riposo. XXVII aprile MCMXXXIX XVIIcite-ref-159[159]”.
Ferma restando la grandezza del poeta, secondo la studiosa irlandese mwbx8Lucy Riallcite-ref-riall-160-0[160] la grande glorificazione di Foscolo a opera del mwbyqnuovo governo italiano era parte della creazione di un mwbyupantheon di eroi laici (a cui poi seguiranno le celebrazioni di figure come quella di mwbyyGaribaldi) come auspicato dal poeta stesso nei mwbycSepolcri, per la mwbygreligione civile della nuova Italia in contrasto con la Chiesa per la mwbykquestione romana.cite-ref-riall-160-1[160]
Del Foscolo ci resta anche un ricchissimo mwby8Epistolario, documento molto importante della sua vita tumultuosa, anticipatrice (come quella di altri contemporanei) della figura dellmwbza'mwbzemwbzieroe romantico alla mwbzmByron e alla mwbzqShelley (morti comunque prima di lui, nonostante appartenessero alla generazione successiva); la figura di Foscolo fu spesso identificata con quella del suo personaggio, Jacopo Ortis, dai tratti certo autobiografici nel carattere.cite-ref-161[161] Anche per questo, come già l'mwbzkAlfieri e mwbzoDante, Foscolo venne nel mwbzsRisorgimento considerato come una sorta di "mwbzwvate" della mwbz0Patria italiana e della sua mwbz4libertà, specialmente grazie all'ammirazione per le sue idee politiche nutrita da mwbz8Giuseppe Mazzini.cite-ref-162[162]cite-ref-163[163] Il Foscolo letterato ispirerà invece molti scrittori e poeti, come mwbagGiacomo Leopardi, mwbakAlessandro Manzoni, mwbaoMario Rapisardi e mwbasGiosuè Carducci.
Pensiero e poetica
«L'armonia / vince di mille secoli il silenzio»
(Ugo Foscolo, Dei Sepolcri, vv. 233-234)
Foscolo aderì con convinzione alle teorie mwba8illuministiche di stampo mwbbamaterialistico e mwbbemeccanicistico (in particolare il materialismo di mwbbiThomas Hobbes, mwbbmPaul Henri Thiry d'Holbach, mwbbqDiderot ed mwbbuHelvétius, e il mwbbysensismo di mwbbcCondillac). Tali teorie, da una parte, contenevano elementi rasserenanti in quanto allontanavano le mwbbgsuperstizioni, ma dall'altra determinarono in lui l'angoscia davanti al "nulla eterno"cite-ref-164[164], all'oblio che avvolge l'uomo dopo la morte.cite-ref-165[165] Foscolo, infatti, si può definire mwbceateo e mwbcirazionalista, ma non mwbcmareligioso. In lui il mwbcqpessimismo e l'ansia di eternità si agitano dando un tono drammatico a poesia e a prosa.cite-ref-sambugar-166-0[166] Altre grandi ispirazioni, modelli di vita e di letteratura, furono per lui mwbckGiuseppe Parini e mwbcoVittorio Alfieri nonché mwbcsJean-Jacques Rousseau e mwbcwGoethe.cite-ref-167[167]cite-ref-168[168]
Volendo recuperare alcuni valori spirituali in non completo disaccordo con la ragione, preferì alla fede una propria, personale, "religione delle illusioni", a differenza per esempio di mwbdyManzoni. Foscolo celebrò cioè quei valori insopprimibili nell'uomo che erano secondo lui la mwbdcpatria (l'mwbdgItalia, ma anche mwbdkZante) - grande famiglia che garantisce "certezza d'are, di campi, di sepoltura"cite-ref-169[169] - l'mwbd4amore, la poesia, la mwbd8libertà, la mwbeabellezza, l'arte, il piacere della vita e soprattutto le nobili imprese, che rendono degni di essere ricordati. È assunto a simbolo di questa filosofia il sepolcro che, da legame di affetto, simbolo di civiltà ed esempio per i compatrioti (concetti caro agli uomini del mwbeeRisorgimentocite-ref-170[170]), diventa suscitatore di poesia eternatrice, monumento dunque inutile ai morti ma efficace strumento per i vivi, specialmente nel caso di sepolcri o memoriali di uomini illustri.cite-ref-171[171] La morte non è meno vuota - e doloroso il pensiero dell'addio alla vita - se essa trascorrerà eternamente mwbeo"all'ombra de' cipressi e dentro l'urne / Confortate di pianto"cite-ref-172[172], ma le illusioni addolciranno il tutto:
«
Illusioni!
grida il filosofo. - Or non è tutto illusione? tutto! Beati gli antichi che si credeano degni de' baci delle immortali dive del cielo; che sacrificavano alla Bellezza e alle Grazie; che diffondeano lo splendore della divinità su le imperfezioni dell'uomo, e che trovavano il BELLO ed il VERO accarezzando gli idoli della lor fantasia!
Illusioni!
ma intanto senza di esse io non sentirei la vita che nel dolore, o (che mi spaventa ancor più) nella rigida e nojosa indolenza: e se questo cuore non vorrà più sentire, io me lo strapperò dal petto con le mie mani, e lo caccerò come un servo infedele.»
(Ugo Foscolo, Ultime lettere di Jacopo Ortiscite-ref-173[173])
Foscolo, oltre all'inquietudine tipicamente mwbfwpreromantica, è molto legato all'estetica mwbf0neoclassica. Il poeta fa frequente ricorso alla mitologia - così come mwbf4Giambattista Vico, recuperando mwbf8la teoria di mwbgaEvemero, per cui gli dèi furono eroi e persone illustri, resi immortali dai poeti e dagli uomini comuni -, vede nella mwbgeGrecia classica non solo la propria origine, ma anche il rifugio ideale di serenità (il "mito dell'Ellade"), lontano dal mondo dilaniato dalle guerre, ma sempre con lo sguardo rivolto alla realtà (mwbgiLe Grazie); dal punto di vista formale utilizza spesso gli mwbgmendecasillabi.cite-ref-sambugar-166-1[166] Il suo neoclassicismo è profondamente spiritualizzato, lontano da vagheggiamenti stilizzati di gusto archeologico e decorativo. La vicinanza con Alfieri gli fa concepire l'arte sempre impegnata anche in funzione civile, come già era stato per Parini: i tre letterati saranno tra i simboli più frequenti dei risorgimentali. Dallo mwbggstoricismo di Vico riprende anche l'idea che gli uomini primitivi, i quali nelle origini vivevano allo stato ferino, attraverso la religione, i matrimoni e la sepoltura sono gradualmente pervenuti alla civiltà.cite-ref-174[174]cite-ref-175[175] Foscolo, influenzato dalle tragiche vicende del suo tempo, non nutre più la fiducia nel progresso e nell'umanità degli illuministi, ma descrive gran parte del mondo come regredito a una "foresta di belve"cite-ref-176[176], riprendendo le idee di mwbhuMachiavelli e mwbhyHobbescite-ref-177[177]; questo gli provoca, dati i suoi ideali umanitari, un conflitto doloroso, perché il cambiamento presupponeva la rivoluzione e la rivoluzione portava comunque la guerra e la violenza fratricida.cite-ref-178[178]cite-ref-179[179] Come molti intellettuali dell'epoca, Foscolo fu anche mwbimmassone, iniziato nella "Loggia Reale Amalia Augusta" di mwbiqBrescia.cite-ref-180[180]
Manoscritti autografi
Fuggendo in Svizzera nel maggio del 1815, Foscolo affidò i suoi libri e gran parte dei manoscritti a mwbisSilvio Pellico il quale li vendette, qualche anno prima del suo arresto, all'amica del poeta mwbiwQuirina Mocenni Magiotti e inviò il ricavato al Foscolo, nascondendosi, per delicatezza, nell'anonimato. Dalla Magiotti il fondo finì per pervenire alla Biblioteca Nazionale di Firenze, dove è tuttora conservato.cite-ref-181[181]
L'altro gruppo di manoscritti, formatosi soprattutto durante l'esilio, passò in eredità alla figlia Floriana e poi al canonico spagnolo, esule in Inghilterra, Miguel de Riego, che li vendette a un gruppo di estimatori del Foscolo - tra i quali mwbjmGino Capponi - e da questi alla mwbjqBiblioteca Labronica di Livorno.cite-ref-londra-150-2[150]
Altri autografi sono conservati alla mwbjoBiblioteca Braidense di mwbjsMilano, alla Universitaria di Pavia, alla mwbjwBiblioteca di Storia moderna e contemporanea di Roma. Variamente sparse sono le lettere del Foscolo, mentre gli autografi dei mwbj0Sepolcri, delle mwbj4Odi, dei mwbj8Sonetti e dellmwbka'mwbkeOrtis furono a suo tempo distrutti dallo stesso poeta. Dei sonetti esistevano già molte copie stampate, spesso con divergenze minime nei testi, non potendo consultare l'originale.cite-ref-182[182] Nei primi giorni del 1807, andò a Brescia per prendere accordi con il tipografo Nicolò Bettoni in merito alla stampa dei mwbkySepolcri e dellmwbkc'mwbkgEsperimento di traduzione dell’Iliade.cite-ref-183[183]
Opere
Componimenti poetici
• mwbliAi novelli repubblicani, ode (1797)
• mwblqmwbluA Bonaparte liberatore, ode (1797)
• mwblcmwblgA Luigia Pallavicini caduta da cavallo, ode (1800)
• mwblomwblsAll'amica risanata, ode (1802)
• mwbl0mwbl4Non son chi fui, perì di noi gran parte, sonetto (1802)
• mwbmamwbmeChe stai?, sonetto (1802)
• mwbmmmwbmqTe nudrice alle Muse, sonetto (1802)
• mwbmymwbmcE tu ne' carmi avrai perenne vita, sonetto (1802)
• mwbmkmwbmoPerché taccia il rumor di mia catena, sonetto (1802)
• mwbmwmwbm0Così gl'interi giorni in lungo incerto, sonetto (1802)
• mwbm8mwbnaMeritamente, però ch'io potei, sonetto (1802)
• mwbnimwbnmSolcata ho fronte, sonetto (1802)
• mwbnumwbnyAlla sera, sonetto (1803)
• mwbngmwbnkA Zacinto, sonetto (1803)
• mwbnsmwbnwAlla Musa, sonetto (1803)
• mwbn4mwbn8In morte del fratello Giovanni, sonetto (1803)
• mwboemwboiDei sepolcri, carme (1807)
• mwboqmwbouLe Grazie, poemetto incompiuto (1803-1827)
Romanzi e scritti in prosa
• mwbokmwbooSesto tomo dell'io, romanzo autobiografico (1799-1801)
• mwbowmwbo0Ultime lettere di Jacopo Ortis, romanzo epistolare (1802-1803)
Opere teatrali
• mwbpemwbpiTieste, tragedia (1795)
• mwbpqmwbpuAjace, tragedia (1810-1811)
• mwbpcmwbpgRicciarda, tragedia (1813)
Altri scritti
• mwbpwEpistolario (1794-1827)
• mwbp4Esame su le accuse contro Vincenzo Monti (1798)
• mwbqaDiscorso su la Italia (1799)
• mwbqiOrazione a Bonaparte pel Congresso di Lione (1802)
• mwbqumwbqyChioma di Berenice, traduzione della versione mwbqccatulliana del carme di mwbqgCallimaco (1803)
• mwbqoDella poesia, dei tempi e della religione di Lucrezio (1803) - frammenti
• mwbqwmwbq0Viaggio sentimentale, traduzione del romanzo di mwbq4Laurence Sterne, iniziata nel 1805 e pubblicata nel 1813 dall'editore Molini, sotto lo pseudonimo di Didimo Chierico
• mwbramwbreNotizia intorno a Didimo Chierico (1813), allegata alla precedente
• mwbrmEsperimento di traduzione della Iliade di Omero, comprendente la traduzione del primo libro del poema mwbrqomerico (1807)
• mwbryDell'origine e dell'ufficio della letteratura (1809)
• mwbrkmwbroIpercalisse (1810), sotto lo pseudonimo di Didimo Chierico
• mwbrwRagguaglio d'un'adunanza dell'Accademia de' Pitagorici (1810), sotto lo pseudonimo di Didimo Chierico
• mwbr4Discorso sul testo della Divina Commedia (1818)
• mwbseSaggio sulla letteratura contemporanea in Italia (1818)
• mwbsmEssays on Petrarch
• mwbsyDiscorso storico sul testo del Decamerone
• mwbskDella nuova scuola drammatica in Italia, incompiuto
• mwbswLettera apologetica (1825)
Note
cite-note-11. ↑ mwbtmmwbtqTreccani.it.
cite-note-33. ↑ "E mentre io guardo la tua pace, dorme / quello spirto guerrier ch'entro mi rugge" (mwbt0Alla sera)
cite-note-44. ↑ mwbuemwbuimwbumUGO FOSCOLO, su mwbuqparodos.it, Babilonia. mwbuuURL consultato il 23 novembre 2019 mwbuy(archiviato dall'mwbucurl originale il 22 aprile 2017).
cite-note-treccani-55. ↑ citerefdbiMario Scotti, mwbvemwbviFOSCOLO, Ugo, in mwbvmmwbvqDizionario biografico degli italiani, vol.mwbvu 49, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 1997. mwbvyURL consultato il 24 gennaio 2012.
cite-note-66. ↑ G. Nicoletti, mwbvoFoscolo, Roma 2006, p. 21
cite-note-88. ↑ mwbwqmwbwumwbwyFoscolo: vita e opere, su mwbwcsapere.it. mwbwgURL consultato il 6 maggio 2020 mwbwk(archiviato dall'mwbwourl originale il 14 dicembre 2017).
cite-note-99. ↑ G. Bezzola, mwbw4Notizie utili, in U. Foscolo, mwbw8Ultime lettere di Jacopo Ortis, Milano, BUR, 2006, p. 30.
cite-note-1111. ↑ mwbxkMarcello Pagnini, "Il sonetto [A Zacinto]. Saggio teorico e critico sulla polivalenza funzionale dell'opera poetica", in mwbxoStrumenti critici, 23 (1974), pp. 41-64.
cite-note-1212. ↑ mwbx4Attilio Craglietto, mwbx8Un manoscritto di Niccolò Foscolo in Istria, in mwbyaLa Porta Orientale, III, n.mwbye 3-4, Trieste, La Compagnia Volontari Giuliani e Dalmati, marzo-aprile 1933, p.mwbyi 299.
cite-note-1414. ↑ mwbywmwby0mwby4IX. La lotta per l’Indipendenza, su mwby8morasha.it. mwbzaURL consultato il 6 maggio 2020 mwbze(archiviato dall'mwbziurl originale il 4 marzo 2016).
cite-note-1616. ↑ Michele Saponaro, mwbzwFoscolo, Milano, Garzanti, 1943, p. 4.
cite-note-1717. ↑ Lettera del 29 ottobre 1794, mwb0aEpistolario (ottobre 1794 - giugno 1804), a cura di Plinio Carli, vol. I, Firenze, Le Monnier, 1970, pp. 3-4, in mwb0eEdizione Nazionale delle "Opere" di Ugo Foscolo; si tratta, in assoluto, della prima lettera foscoliana pervenutaci.
cite-note-1818. ↑ I componimenti, «un mero esercizio di apprendistato poetico», furono pubblicati postumi, a Lugano, nel 1831; G. Nicoletti, cit., pp. 22-23.
cite-note-0-2020. ↑ Marcello Turchi, mwb04Ritratto del Foscolo, in Ugo Foscolo, mwb08Le poesie, Garzanti, Milano 1983, p. XII-XIII.
cite-note-2222. ↑ G. Nicoletti, cit., p. 22.
cite-note-2323. ↑ Si può leggere in mwb2aEpistolario, cit., pp. 17-18; Cesarotti è definito nell'incipit «uomo di genio» e «Poeta della nazione».
cite-note-2525. ↑ mwb2omwb2smwb2wArticolo sull'influenza di Alfieri su Foscolo, su mwb20internetculturale.it. mwb24URL consultato il 25 gennaio 2014 mwb28(archiviato dall'mwb3aurl originale l'8 gennaio 2014).
cite-note-2626. ↑ Mario Pazzaglia, mwb3qAntologia della letteratura italiana, in cui, tra l'altro, il critico letterario definisce lmwb3u'mwb3yOrtis "tragedia alfieriana in prosa".
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cite-note-2828. ↑ «Al Tragico dell'Italia oso offrire la prima tragedia di un giovane nato in Grecia ed educato fra' Dalmati. Forse l'avrei presentata più degna d'Alfieri, se la rapacità de' tipografi non l'avesse carpita e stampata, aggiungendole a' propri difetti le negligenze della lor arte. Ad ogni modo accoglietela: voi avete de' diritti su tutti coloro che scrivono agl'Italiani, benché l'Italia "vecchia, oziosa e lenta" non può né vuol forse ascoltare. Né forse ve la offrirei, se non sperassi in me stesso di emendare il mio ardire con opere più sode, più ragionate, più alte; più, insomma, italiane. Addio.» (Ugo Foscolo, mwb4yEpistolario, I, pp. 42-3; 22 aprile 1797).
cite-note-2929. ↑ "L'unico mortale ch'io desiderava conoscere era Vittorio Alfieri; ma odo dire ch'ei non accoglie persone nuove: ne io presumo di fargli rompere questo suo proponimento che deriva forse da' tempi, da' suoi studj, e più ancora dalle sue passioni e dall'esperienza del mondo. E fosse anche una debolezza, le debolezze di si fatti mortali vanno rispettate; e chi n'e senza, scagli la prima pietra".
cite-note-3030. ↑ Ortis, Lettera del 17 marzo 1798, scritta in realtà nel 1816
cite-note-3232. ↑ Si veda l'articolo di M. Scotti, mwb5yL'«Edippo tragedia di Wigberto Rivalta» (Un inedito giovanile di Ugo Foscolo?), in mwb5cAtti dei convegni foscoliani, Roma 1988, vol. I, pp. 273-305.
cite-note-3333. ↑ Come dimostra sinteticamente la mwb5sPostilla, in U. Foscolo, mwb5wEdippo (a c. di M. Scotti), Milano, Rizzoli, 1983, pp. 185-195.
cite-note-3434. ↑ M. Scotti, in mwb6aAtti dei convegni foscoliani, cit., vol. I.
cite-note-3535. ↑ Il primo a fare parola del testo fu il biografo veneziano mwb6qLuigi Carrer, che ne riportò alcuni stralci; L. Carrer, mwb6uProse e poesie edite inedite di Ugo Foscolo, Venezia 1852, pp. V e ss.; il mwb6yPiano si può leggere in U. Foscolo, mwb6cScritti letterari e politici dal 1796 al 1808 (volume VI dell'Edizione Nazionale delle Opere, a cura di G. Gambarin), Firenze, Felice Le Monnier, 1972, pp. 1-10. La prima edizione del mwb6gPiano, oggi perduto, risale al 1881, pubblicato a cura di Leo Benvenuti in mwb6kUn autografo di Ugo Foscolo (Piano di studi, Indice di alcune sue opere, Facsimile), Bologna, Zanichelli, 1881. Vincenzo Di Benedetto è tornato sulla versione riportata da Giovanni Gambarin, difettosa in vari punti, correggendone alcuni errori ortografici - a cominciare da quello del titolo, perché nell'autografo figura «Piano di Studj» - e di interpretazione; V. Di Benedetto, mwb6oAppendice II. Note al «Piano di Studj», in U. Foscolo, mwb6sIl Sesto tomo dell'Io, Torino, Einaudi, 1991, pp. 253-255.
cite-note-3737. ↑ U. Foscolo, mwb7uScritti letterari e politici dal 1796 al 1808 (a c. di G. Gambarin, 1972), in mwb7yEdizione Nazionale delle Opere, Firenze, Le Monnier 1933-1994, vol. VI, p. 9.
cite-note-3838. ↑ Come affermato nel medesimo passo del mwb7oPiano, nel sesto volume dellmwb7s'mwb7wEdizione Nazionale delle Opere, loc. cit.
cite-note-3939. ↑ G. Nicoletti, cit., p. 46; nel 1795 uscivano oltretutto a Milano le mwb8aOdi di Parini.
cite-note-4040. ↑ C. Chiancone, mwb8qLa scuola di Cesarotti e gli esordi del giovane Foscolo, Pisa, 2012, pp. 243-250.
cite-note-4141. ↑ Il primo a sostenerlo fu F. G. De Winckels in mwb8gVita di Ugo Foscolo, Verona 1885, vol. I, pp. 29-31.
cite-note-4242. ↑ Così B. Rosada, mwb8wLa giovinezza di Niccolò Ugo Foscolo, Padova 1992, pp. 164-165.
cite-note-4343. ↑ C. Chiancone, cit., pp. 254-256.
cite-note-4444. ↑ C. Chiancone, cit., pp. 273-275.
cite-note-4545. ↑ Giuseppe Greatti sostiene nella missiva del 25 aprile a Lavinia Florio Draconi che «Cesarotti è sempre in campagna. Egli sembra di non essere legato più in società che cogli esseri, che pacificamente vegetano»; citato in C. Chiancone, cit., p. 275.
cite-note-4646. ↑ M. Cerruti, mwb9kIntroduzione a Foscolo, Bari 1990, p. 42.
cite-note-4747. ↑ M. Cerruti, cit., p. 35.
cite-note-4848. ↑ Questa la definizione che il doge Ludovico Manin diede della mwb-aMunicipalità provvisoria di Venezia.
cite-note-4949. ↑ La missiva di Fedrigo, del 13 maggio, si legge nellmwb-q'mwb-uEpistolario dellmwb-y'mwb-cEdizione Nazionale delle Opere di Ugo Foscolo, vol. I (il XIV dellmwb-g'mwb-kEdizione Nazionale, perché lmwb-o'mwb-sEpistolario copre i volumi XIV-XXII), Firenze, Felice Le Monnier, 1970, alle pp. 46-49; lo si citerà d'ora innanzi come mwb-wEpistolario I; per la pubblicazione sul mwb-0Monitore e il ritorno a Venezia vedere rispettivamente M. Zorič, mwb-4L'educazione del Foscolo a Spalato, in mwb-8Atti dei convegni foscoliani, cit., vol. I, p. 98, e G. Gambarin, cit., p. XXIX.
cite-note-5050. ↑ mwb-mEpistolario I, pp. 49-50.
cite-note-5151. ↑ mwb-cEpistolario I, cit., p. 70.
cite-note-5252. ↑ M. Cerruti, cit., pp. 42-43; tre giorni prima Foscolo aveva chiesto alla Giunta di Difesa generale di Bologna «un'uniforme qualunque di Uffiziale di onore della Cispadana»; mwb-sEpistolario I, cit., p. 51.
cite-note-5353. ↑ G. Bezzola, mwb-8Introduzione a mwcaaTragedie e poesie minori, in EN, Firenze, Le Monnier, 1961, vol. II, pp. LXXIII-LXXIV; le parole citate sono di Bezzola, p. LXXIV.
cite-note-5454. ↑ G. Nicoletti, cit., p. 24
cite-note-5555. ↑ Si veda la precisazione di T. Casini, in U. Foscolo, mwcacPoesie, lettere e prose letterarie, Firenze, Sansoni, 1964, pp. 44-45, nota 2
cite-note-5656. ↑ Il verbale, relativo alla sessione dell'1 messidoro, riporta integralmente la lettera ed è in U. Foscolo, mwcasDiscorsi nella «Società d'Istruzione», nel sesto volume dell'Edizione Nazionale delle Opere, cit., pp. 13-14; è data notizia nelle pagine successive (14-37) degli interventi foscoliani, dal primo del 2 messidoro (20 giugno) all'ultimo del 19 vendemmiatore (10 ottobre).
cite-note-5757. ↑ C. Del Vento, mwca8Un allievo della rivoluzione, Bologna 2003, pp. 31-32
cite-note-5858. ↑ Lettera di Gerolamo Polito ad Antonio Micheroux del 13 novembre 1797; si trova all'Archivio di Stato di Napoli, nella sezione Esteri, al n. 6854
cite-note-5959. ↑ mwcbyMemorie apologetiche di Giovanni Andrea Spada scritte da lui medesimo, Brescia, s.t., 1801, vol. II, p. 8
cite-note-6060. ↑ C. Del Vento, cit., p. 32
cite-note-6161. ↑ C. Del Vento, cit., p. 33
cite-note-6363. ↑ mwccyCarteggio dell'incaricato austriaco Von Humburg, in mwcccVerbali delle sedute della Municipalità provvisoria di Venezia, 1797 (a c. di A. Alberti e R. Cessi), Bologna, Zanichelli, 1928, vol. III, p. 63; il testo originale è in francese.
cite-note-6565. ↑ Così ricorderà la propria condizione scrivendo a Vincenzo Monti il 13 giugno 1810; mwcdkEpistolario, cit., vol. III (a cura di P. Carli), p. 409.
cite-note-6666. ↑ mwcd0Epistolario, cit., vol. I, p. 57 (Lettera del 20 novembre 1797)
cite-note-6767. ↑ C. Del Vento, cit, pp. 73-75
cite-note-6868. ↑ G. Gambarin, cit., p. XXVII
cite-note-6969. ↑ Si veda G. Gambarin, cit., pp. XXVIII e ss.
cite-note-7070. ↑ Si veda G. Gambarin, in EN VI, cit., pp. XL-XLI.
cite-note-7171. ↑ Sul n.82, ora in EN VI, cit., pp. 105-106, con il titolo mwce0Difesa del «Quadro politico» di M. Gioia.
cite-note-7272. ↑ La legge vietava ogni tipo di «macchinazione» interna od esterna nei confronti del governo.
cite-note-7373. ↑ mwcfqDifesa del «Quadro politico» di M. Gioia, cit., p. 106.
cite-note-7474. ↑ G. Gambarin, in EN VI, cit., pp. XLI-XLII.
cite-note-7575. ↑ Continuava a pesare sul Monti la mwcfsBassvilliana, poema antirivoluzionario, nonostante il futuro traduttore dellmwcfw'mwcf0Iliade ne avesse preso pubblicamente le distanze, sancendo la sua vicinanza alla causa patriottica
cite-note-7676. ↑ G. Gambarin, cit., pp. XLV-LI
cite-note-7777. ↑ M. Cerruti, cit., p. 55.
cite-note-7878. ↑ Le citazioni sono tratte da mwcgcIl Genio democratico, n.8, 11 ottobre 1798, in mwcggEdizione Nazionale delle Opere di Ugo Foscolo, vol. VI, cit., p. 149.
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cite-note-8181. ↑ Si veda per esempio Mario Fubini, mwch0Ortis e Didimo, Milano 1963, p. 13.
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cite-note-8888. ↑ Si veda G. Gambarin, cit., pp. LVIII-LIX; il numero del mwckeMonitore è il 30. Inizialmente Foscolo aveva approntato una risposta provvisoria, che però non fu pubblicata.
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Voci correlate
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• mwcyyIsabella Teotochi Albrizzi
• mwcygGirolamo Ortis
• mwcyoGiuseppe Olivi
• mwcy4Jacopo Antonio Vianelli
• mwczaPreromanticismo
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Collegamenti esterni
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• mwc1cUgo Foscolo, Opere. Prosa, vol. 1, Bari, G. Laterza, 1912.
• mwc1kUgo Foscolo, Opere. Prosa, vol. 2, Bari, G. Laterza, 1913.
• mwc1sUgo Foscolo, Opere. Prosa, vol. 3, Bari, G. Laterza, 1920.
• mwc10Ugo Foscolo, Opere (antologie), Parigi, Baudry, Libreria Europea, 1837.
• mwc18Ugo Foscolo, Ultime lettere di Jacopo Ortis, [Milano], [Stamperia e fonderia del Genio Tipografico], 1802.